I 3 fattori di rischio del gatto sterilizzato

I 3 fattori di rischio del gatto sterilizzato

Nelle attuali condizioni di vita la sterilizzazione del gatto è spesso una scelta obbligata, per limitare le nascite indesiderate, ma anche per facilitare la convivenza con l’uomo, specialmente in appartamento. Non per questo si deve considerare l’intervento di sterilizzazione benefico e privo di conseguenze negative in ogni caso. Come in ogni scelta sono presenti argomenti pro e contro: la decisione dovrebbe essere presa valutando il caso concreto.

La sterilizzazione

La sterilizzazione, sia nel maschio sia nella femmina, privando l’organismo degli ormoni sessuali normalmente prodotti da testicoli e ovaie, porta sempre a una diminuzione del metabolismo basale. La conseguenza è una predisposizione dei gatti sterilizzati all’obesità. Per contrastare questo problema si dovrà agire su due fronti, quello dell’alimentazione e quello dell’attività fisica: dopo l’intervento sarà opportuno quindi pesare regolarmente l’animale e variare di conseguenza l’apporto di cibo, ricorrendo se necessario ad alimenti specifici. Si deve comunque tener presente che in caso di sterilizzazione in età molto giovane il soggetto sarà ancora in accrescimento, per cui è normale un ulteriore aumento di peso; tra l’altro questi gatti hanno la tendenza a crescere in altezza più del normale per un maggiore allungamento delle ossa.

Molto importante risulta inoltre aumentare l’attività fisica del gatto, stimolandolo al gioco ogni volta che se ne ha l’occasione; la possibilità di uscire all’aria aperta è un altro fattore che favorisce il movimento, consentendo di mantenere più facilmente il peso forma.

Sistema immunitario ed allergie

La mancanza degli ormoni sessuali influenza inoltre l’assetto del sistema immunitario, che può risultare più propenso alle patologie autoimmuni e alle allergie.

La sindrome urologica felina

Una delle patologie che si presentano più frequentemente nei gatti sterilizzati è costituita dalla sindrome urologica felina: si parla di sindrome per indicare che si tratta di un complesso di sintomi molto variabile, che si presentano spesso associati e con andamento ricorrente. Ci sono pareri discordi sulle cause, ma ad ogni modo risultano più predisposti i gatti maschi castrati, specialmente se di razza pura. Alcuni ritengono che lo sviluppo uretrale dei gatti maschi risenta della castrazione, specialmente se eseguita precocemente, mentre in altri studi il suo effetto viene definito come ininfluente. La gravità dei sintomi è estremamente variabile, ma nel gatto maschio si può arrivare all’occlusione dell’uretra, condizione che rappresenta un’emergenza e deve essere risolta al più presto. Anche la femmina può presentare problemi di questo tipo, con difficoltà a urinare e presenza di sangue nelle urine, ma non rischia l’ostruzione, poiché l’uretra è più corta e ampia. Oltre ai fenomeni infiammatori, che solo di rado sono accompagnati da un’infezione batterica, si ha di frequente la formazione di cristalli o calcoli nelle vie urinarie; l’approccio più corretto per contrastare questi problemi e per prevenire le ricadute, prevede un maggiore apporto di acqua, ottenibile soprattutto variando l’alimentazione verso il cibo umido. Sono disponibili anche alimenti specifici, utili specialmente per promuovere lo scioglimento dei cristalli di struvite. Un fattore da non trascurare in questi disturbi è lo stress, che deve essere limitato il più possibile.


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