Il microchip per il gatto: cos’è e come funziona

Il microchip per il gatto: cos’è e come funziona

Il microchip è un dispositivo che viene inserito sottocute all’animale perché possa essere identificato. A differenza dei cani, non c’è alcun obbligo di applicare il microchip al gatto, a meno che non si voglia portare in viaggio il gatto. In quel caso occorrerà adottare il passaporto europeo.

Perché mettere il microchip al gatto?  

Come detto, se intendiamo portare il micio in vacanza con noi, il passaporto europeo prevede obbligatoriamente che l’animale sia dotato di microchip. In tutti gli altri casi, non abbiamo alcun obbligo. Tuttavia, potrebbe essere utile dotarlo di microchip se il gatto ha tendenza a scappare di casa. Ciò può accadere più spesso, nel periodo degli amori, per gli esemplari non sterilizzati, sia maschi che femmina. In caso di smarrimento del gatto, sarà più facile ritrovarlo, ovviamente se l’animale è stato anche registrato all’Anagrafe Nazionale felina.

Come si inserisce il microchip?

È sufficiente portare il nostro gatto dal veterinario, il quale con un intervento medico – un’iniezione sottocute nel collo del gatto – applica il dispositivo all’animale. Non si tratta di un’operazione dolorosa, e non è prevista alcuna sedazione. Non ci sono fastidi o reazioni allergiche, di norma, a danno del gatto. È opportuno precisare che solo il veterinario è il soggetto abilitato all’inserimento del microchip, quindi dobbiamo evitare di delegare questo compito ad altre figure.

Come funziona e quanto costa

Il microchip ha le dimensioni di un chicco di riso ed è simile a una capsula in vetro. È un dispositivo che emette onde che servono a localizzare l’animale, nel caso venga raggiunto dagli impulsi di un lettore in possesso della polizia municipale, delle Asl e dei veterinari. Risulta quindi per questo molto utile, in caso di smarrimento del gatto.

Significato delle cifre

Il microchip ha un codice identificativo di 15 cifre. Le prime tre cifre servono a indicare il paese di appartenenza del gatto. Le ultime 12 cifre contengono i dati identificativi dell’animale e del proprietario. Per questo, in caso di trasferimento della proprietà dell’animale, occorre farne segnalazione, in quanto cambierà anche il codice identificativo dell’animale, che non sarà più valido e andrà aggiornato.


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