L’epatite infettiva nel cane

L’epatite infettiva nel cane

L’epatite canina infettiva è una malattia virale causata dall’adenovirus di tipo 1, un virus che colpisce alcuni organi tra cui: il fegato, i reni, gli occhi e le cellule endoteliali, che rivestono la superficie interna dei vasi sanguigni.

Il virus si localizza nelle tonsille dopo circa una settimana in cui naso o bocca del cane sono stati esposti ad esso. Poi, entra nel flusso sanguigno – condizione medica che viene definita come viremia – e si annida tra le cellule Kupffer (i globuli bianchi del fegato) e nell’endotelio del fegato. In condizioni normali sono i globuli bianchi del fegato a difendere l’organo dagli agenti infettivi, ma alcuni di questi agenti come l’adenovirus hanno la capacità di utilizzare i macrofagi per replicarsi e diffondersi. In questo modo, danneggia gli epatociti del fegato, le cellule epatiche coinvolte nel processo di sintesi delle proteine e nella diffusione dei carboidrati. Durante l’infezione, il virus è presente anche nella saliva e negli escrementi, ed è contagioso per gli altri cani.

Nei cani con un buon sistema immunitario, le cellule virali vengono distrutte dagli stessi anticorpi, nel giro di circa due settimane; ma resiste nei reni, dove il virus resiste dai 6 ai 9 mesi. In un cane con un sistema immunitario fragile, per esempio un cane anziano o in un cucciolo, ciò può condurre all’epatite cronica. Questa condizione severa provoca delle lesioni oculari, una patologia nota come uveite anteriore. Per questo motivo, uno dei segni clinici più noti dell’epatite infettiva, in un soggetto più debole, sono gli occhi blu.

L’epatite infettiva colpisce più spesso il cane non vaccinato quando è ancora un cucciolo e ha un’età inferiore a un anno; non sono note predisposizioni per particolari razze o genetiche per lo sviluppo della patologia.

Sintomi dell’epatite infettiva  

Se l’infezione è grave e lo stato immunologico del paziente non è buono, si può verificare l’epatite infettiva acuta: i sintomi consisteranno in febbre, anoressia, letargia, vomito, ingrossamento del fegato, versamento addominale ed ascite, linfoadenopatia ed encefalite.

Una forma più lieve dell’epatite infettiva comprenderà i sintomi seguenti: letargia, febbre passeggera, tonsillite, vomito, diarrea, ingrossamento del fegato e dolore addominale.

In circa il 20% dei casi dei casi l’infezione si trasmette agli occhi, dove provoca un’infiammazione a 4-6 giorni dal verificarsi dell’infezione stessa; ciò può progredire in glaucoma e ulcera corneale, oppure risolversi dopo circa 21 giorni di tempo.

Le cause

Le cause sono date principalmente dal contatto con l’adenovirus infettivo di tipo 1; i cani non sottoposti a regolare vaccinazione sono a più alto rischio di contagio. Quest’ultimo può verificarsi se il cane è maggiormente esposto, per esempio se frequenta spazi aperti o staziona in un canile.

Diagnosi

Il cane va quanto prima sottoposto all’attenzione del veterinario, che approfondirà la situazione con una visita approfondita del paziente. Sono d’aiuto gli esami del sangue, tra cui il test di coagulazione e la sierologia per verificare la risposta degli anticorpi all’adenovirus. Anche la coltura delle cellule è utile, e il veterinario eseguirà i controlli anche per altre malattie infettive, come il cimurro, il parvovirus e la lectospirosi.

Le radiografie e le ecografie sono utili per verificare l’ingrossamento del fegato e la consistenza del versamento addominale, oltre che per vedere se è presente necrosi (morte delle cellule) nel fegato. Quest’ultima indagine è richiesta in particolate in caso di gonfiore addominale, la cui causa può essere determinata da un processo necrotico nel fegato e da un forte accumulo di liquidi nell’addome. Potrebbe essere richiesta anche la biopsia per conferma definitiva.

Terapia

A causa degli episodi di vomito e diarrea, che indeboliscono il cane, e creano squilibri elettrolitici nei valori del potassio e del magnesio, il cane potrebbe aver bisogno di essere ospedalizzato, anche perché tutto ciò disturba la capacità di coagulazione del sangue.

Nel periodo di cura, l’alimentazione del cane potrà comprendere piccoli pasti, in base a quanto viene tollerato dall’animale, più eventuali integrazioni per via endovenosa. La nutrizione per via endovenosa non dovrebbe essere superiore a una settimana, naturalmente sula base delle esigenze dell’animale; il medico integrerà la cura anche con eventuali antibiotici, se ciò è necessario.

Stile di vita e ripresa

Nella fase di recupero al cane deve essere somministrata una dieta altamente digeribile, e il paziente dovrebbe essere tenuto a casa in un luogo confortevole. È importante evitare il contatto con altri animali domestici, sia perché il cane è debilitato, sia perché il virus continua ad essere presente per un tempo piuttosto lungo nel suo organismo, anche dopo che è passata la fase più acuta.

Per quanto riguarda la prevenzione dell’epatite infettiva, esistono dei vaccini che espongono il cucciolo a virus modificati dell’adenovirus di tipo 1; vengono effettuati, di solito, tra le sei e le otto settimane di età. Il trattamento prosegue fino alle 16 settimane, con somministrazioni che vengono aumentate, e una nuova somministrazione all’anno d’età. Si tratta di una vaccinazione molto efficace.

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