L’osteocondrite dissecante nel cane

L’osteocondrite dissecante nel cane

L’ eccesso di cartilagine e la carenza di crescita ossea nei cani

L’ossificazione endocondrale è un normale processo di crescita ossea mediante il quale la cartilagine viene sostituita dall’osso nello sviluppo precoce del feto. L’osteocondrosi è una patologica scheletrica in cui la normale ossificazione endocondrale, e le metamorfosi da cartilagine all’osso, non si completano. Il disturbo è spesso dovuto all’impossibilità del sangue di raggiungere l’osso. Il risultato è la ritenzione di una eccessiva cartilagine mentre il processo di ossificazione endocondrale viene interrotto, con la cartilagine che continua a crescere. Il risultato finale porta alla formazione di regioni di cartilagine abnormi e meno resistenti alle sollecitazioni meccaniche, a differenza di un osso normale, più forte e più denso.

Le razze di cani di taglia grande e gigante, tra cui il Grand Danese, il Labrador retriever, il Terranova, il Rottweiler, i cani da montagna bernesi, setter inglesi e i cani da pastore inglesi sono predisposti a questa malattia.

Sintomi e tipi

I sintomi più comuni dell’osteocondrite dissecante sono di vario tipo, e interessano il cane già da quando è un cucciolo, e prima del compimento del primo anno d’età. Consistono:

– nella zoppia (il sintomo più comune) che può esordire improvvisamente, coinvolgere uno o più arti, peggiorare dopo l’attività fisica;

– nell’incapacità dell’arto interessato dal disturbo di reggersi;

– in gonfiore degli arti, e dolore alle articolazioni interessate, specie nel caso di manipolazione;

– Incapacità dell’arto colpito di svolgere la sua funzione, e perdita di tono muscolare.

Le cause

Le cause dell’osteocondrite dissecante non sono note. Sono riconosciute come concause gli aspetti genetici, l’impossibilità del sangue di irrorarsi nelle regioni vicine all’osso, le carenze nutrizionali derivanti da un’alimentazione scorretta e poco bilanciata.

Diagnosi

Ai primi sintomi, il veterinario esegue un esame fisico completo dell’animale. È importante che informiamo il veterinario non soltanto circa l’insorgenza dei sintomi, ma anche su tutta la storia clinica del cucciolo e sui genitori. Vengono eseguiti gli esami completi del sangue e delle urine che saranno in grado di fornire informazioni preziose sul grado di salute dell’animale. Al centro dell’indagine del veterinario, c’è anche la puntuale osservazione delle articolazioni del cane.

Il veterinario preleva inoltre campioni di liquido dalle articolazioni interessate per confermare il coinvolgimento dell’articolazione, e per escludere una malattia infettiva che potrebbe essere la causa effettiva della zoppia. Possono anche essere usati strumenti diagnostici e terapeutici più avanzati come l’artroscopia. L’artroscopia è una procedura chirurgica poco invasiva che consente l’esame e talvolta il trattamento del danno all’interno dell’articolazione. Questa procedura viene eseguita utilizzando un artroscopio, un tipo di endoscopio che viene inserito nell’articolazione attraverso una piccola incisione.

Terapia dell’osteocondrosi dissecante

Se la diagnosi è confermata, il veterinario pianifica un intervento chirurgico correttivo. Per raggiungere l’area è possibile utilizzare tecniche di artroscopia o artrotomia (incisione chirurgica nelle articolazioni). Per affrontare la situazione postoperatoria, controllare il dolore e l’infiammazione per alcuni giorni dopo l’intervento vengono prescritti antidolorifici e antinfiammatori. Potrebbero far parte della terapia anche medicinali che sono disponibili e che sono noti per limitare il danno e la degenerazione della cartilagine.

Stile di vita di un cane con la patologia scheletrica dell’osteocondrosi dissecante

Durante il recupero e la guarigione, l’attività fisica dovrà essere ridotta e vanno adottate misure efficaci per il controllo del peso, in modo da diminuire lo stress per le articolazioni del cane.  Sono molto utili passeggiate quotidiane, in cui ci assicuriamo di tenere il cane al guinzaglio, a un’andatura che possa sostenere, soprattutto nei primi giorni dall’intervento.

L’attività fisica dovrebbe essere limitata per circa 4-6 settimane, ma è importante incoraggiare il movimento fisico per una migliore guarigione. È bene non permettere al cane di correre liberamente su superfici troppo dure. La sabbia può essere una valida alternativa e il nuoto è un’attività fisica terapeutica per gli animali in fase di recupero.  Un esame annuale è necessario per prevenire la progressione della malattia degenerativa delle articolazioni. La prognosi generale della malattia dipende in gran parte dalla localizzazione del disturbo ortopedico e dalla portata del problema. In alcuni casi, il recupero e la qualità della vita sono eccellenti, mentre in altri casi la qualità della vita del cane è limitata. A causa degli aspetti genetici di questa malattia, occorre sterilizzare il cane per impedirne la riproduzione, dal momento che è molto probabile che la sua condizione venga trasmessa.

Un’alimentazione sana, bilanciata e completa è di fondamentale importanza per regolare l’accrescimento del cucciolo, mantenere sotto controllo il suo peso, permettere uno sviluppo armonico del suo organismo.

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